La Regione Toscana si è sempre distinta, anche in quest’ultimo decennio di crisi, per un convinto investimento in ambito culturale, riconoscendo due grandi punti di forza del sistema culturale regionale: le sue grandipotenzialità in termini di patrimonio e professionalità artistiche e l’ampia diffusione degli istituti culturali sul territorio.

Musei, biblioteche, archivi, teatri, cinema e la fitta rete dell’associazionismo, delle fondazioni e delle imprese culturali rappresentano un patrimonio di altissimo valore, ma soprattutto gli strumenti per la costruzione di una comunità vivace e inclusiva. Tuttavia, anche nella nostra Regione, l’emergenza sanitaria ha reso più evidente la strutturale fragilità del sistema della cultura, che solo se sempre più strutturato come un sistema legato ai territori e alle comunità potrà consolidarsi.

Allo stesso tempo, è emerso chiaramente quanto il lavoro in ambito culturale sia spesso sinonimo di precariato, di scarse tutele e garanzie, sia nella sfera dei diritti sia per le remunerazioni prevalenti. Questo vale in particolare per il comparto dei lavoratori dello spettacolo dal vivo che, in epoca Covid, è stato il primo a fermarsi e l’ultimo che potrà riprendere la propria attività a pieno regime, con migliaia di artisti e maestranze tecniche rimasti senza lavoro per mesi e tutt’ora sottoutilizzati per ovvi motivi. Per questo, la nuova amministrazione regionale dovrà maggiormente impegnarsi nel sostegno, valorizzazione e tutela del settore, anche mettendo a regime nuovi modelli e pratiche esperiti durante la crisi Covid e funzionali alla ripresa e al rilancio del settore.

In termini di programmazione, occorre infatti combattere la tendenza da anni in atto, che riduce la funzione delle istituzioni culturali a meri attrattori di turisti e consumatori, e quindi votate al profitto, e non all’attenzione alla qualità e efficacia dell’offerta culturale. Questo produce effetti deleteri per la qualità della vita delle principali città turistiche (si pensi a Firenze) tanto in una fase di grande espansione turistica, quanto adesso davanti alla sua fortissima diminuzione.

Una cultura di qualità, per quanto aperta e inclusiva, deve avere tra i suoi principali obiettivi la più ampia accessibilità, lo stretto legame con il territorio, con i cittadini, con le scuole per costruire comunità più coese, consapevoli e libere, anche al fine di combattere quelle disuguaglianze che anche la minore partecipazione alla cultura produce.

Qualità del lavoro, qualità dell’offerta e costruzione di reti di collaborazione, di diffusione, scambio e promozione dell’offerta culturale per tutti i cittadini e le cittadine regionali, a prezzi accessibili, devono rappresentare un obiettivo primario del nuovo governo toscano.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta a proseguire nello storico impegno della Regione Toscana sui temi dell’antifascismo, dell’antirazzismo, della memoria e della legalità, quali colonne portanti della costruzione della comunità civica toscana.