Tutela Parchi Naturali ed Aree Protette In Toscana vi sono risorse ambientali scarsamente esplorate dal grande potenziale strategico. Lo studio delle nicchie ecologiche crea conoscenza che può portare sviluppo nei più svariati campi e lavoro. Il capitale naturale formato da parchi ed aree protette garantisce beni sempre più utili e scarsi; biodiversità, atmosfera di qualità, risorse idriche che già da soli meriterebbero iniziative di valorizzazione rivolte al turismo naturalistico e sostenibile. Due grandi questioni riportiamo, emblematiche e simbolicamente rappresentative dell’interesse alla conservazione e tutela ambientale, che richiedono una presa di posizione chiara e definitiva da parte della Regione: la questione del Parco delle Apuane e quella della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio.

Sul Parco delle Apuane è necessario un segnale forte ed un cambio di passo.

Il Parco delle Apuane, oltre al valore paesaggistico, rappresenta un biotipo unico e tra i principali depositi d’acqua e di biodiversità da preservare. Occorre pensare ad un piano di riconversione delle attività estrattive, con la progressiva chiusura delle cave e l’avvio, anche con il sostegno finanziario pubblico, di nuove economie coerenti con il parco stesso, salvaguardando l’occupazione ed una prospettiva duratura di sviluppo.

Il Padule di Fucecchio è tra le aree umide più importanti d’Europa, per gli aspetti ambientali e della biodiversità, e rappresenta una notevole attrattiva turistico-naturalistica per la Regione. Un patrimonio prezioso, da tutelare e valorizzare attraverso una gestione condivisa che deve tenere insieme tutti i soggetti interessati (associazioni ambientaliste, agricoltori, cacciatori), dando priorità alla continuità del lavoro svolto in 20 anni dal Centro di Ricerca e Documentazione, che dispone delle professionalità e delle competenze che sono indispensabili alla conservazione delle biodiversità e alla manutenzione dell’area.

Su questi temi, per il carattere emblematico che rivestono, il nuovo governo toscano dovrà compiere scelte chiare e definitive, in funzione della tutela e conservazione del patrimonio ambientale della Toscana.

Le spiagge libere tutela e promizione delle spiagge libere e tutela del rapporto con le aree naturali contigue, per definire nuovi spazi di fruibilità senza derogare alla vigilanza ed alla sicurezza. Una maggiore informazione sui servizi ed una collaborazione più stretta con i concessionari sono passaggi fondamentali per uno sviluppo sostenibile della costa. I fenomeni di inquinamento stanno infatti riducendo le aree di migliore qualità e la lotta a questo deve essere portata avanti anche attraverso il potenziamento dei sistemi di depurazione e realizzazione di reti duali lungo il mare. Fondamentale è la realizzazione di reti fognarie separate per evitare che durante le piogge l’inquinamento a mare crei situazioni di altissimo rischio igienico sanitario. Le aree di costa sottoposte ad erosione marina dovranno essere oggetto di intervento pubblico. e gli accessi al mare garantiti a tutti anche nelle aree soggette a concessione.

MARE PULITO – Il mare costituisce una risorsa naturale importantissima per la vita degli ecosistemi e dell’uomo ed è un elemento fondamentale e centrale dell’intera economia regionale. Il mare è soggetto a pressioni e impatti che derivano dalle attività umane fra le più diversificate che vanno dal traffico marittimo, allo sversamento di liquami e rifiuti, allo sfruttamento delle risorse ittiche per citarne alcune, tutte attività che se mal gestite possono avere forti ripercussioni sulla salute del nostro mare. Occorre affrontare il problema della raccolta dei rifiuti, e delle plastiche in particolare, non solo sugli arenili, ma anche nei fondali promuovendo il coinvolgimento diretto dei cittadini e dei pescatori grazie alle nuove norme in modo che non ci si limiti ad interventi spot ma azioni sistematiche, con lo sviluppo di nuove tecnologie e avvalendosi anche dei centri di ricerca di biologia ed ingegneria presenti sul territorio. Bisogna fare tesoro della gran mole di dati disponibili riguardanti la pesca locale per migliorare la gestione delle attività di pesca professionale e artigianale. È necessario migliorare il monitoraggio degli scarichi a mare e gli impianti di depurazione; riqualificare gli arenili; monitorare e scongiurare ogni eventuale abuso edilizio sulla fascia costiera; migliorare, anche con opportune campagne informative, i sistemi di raccolta degli oli usati ed altre sostanze dannose per l’ambiente marino. Vanno finanziate le reti ed acquedotti duali per garantire l’irrigazione tutto l’anno delle aree verdi e la possibilità per le industrie che hanno bisogno di acqua di esercitare tutto l’anno riducendo dove possibile il ricorso alla dissalazione. Occorre pianificare una separazione completa delle reti fognarie per garantire la balneabilità anche in caso di eventi piovosi intensi.

Portualità sostenibile – Lo sviluppo dei porti è essenziale per l’economia dei territori costieri, ma deve coniugarsi anch’esso con la sostenibilità ambientale. Il controllo delle emissioni navali, per esempio, è un aspetto fondamentale e le istituzioni devono fare tutto quanto in loro potere per renderlo effettivo ed efficiente. Per quanto riguarda la nuova Darsena Europa ma anche l’attività attuale dei porti, si rendono necessari studi e valutazioni di impatto aggiornati, per definire gli eventuali impatti sui litorali in modo che lo sviluppo del porto sia compatibile con le attività economiche presenti sulla costa e con la preservazione degli ecosistemi ambientali.