8 marzo di diritti, pace e uguaglianza.

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❗Il parlamento europeo, il Bilancio di Genere del Mef, i dati dell’Istat sull’occupazione, tutti i report sono concordi: il Covid ha colpito più duramente le donne, in maniera più significativa delle crisi precedenti.

Sul piano del lavoro, in Italia (dove solo il 49% delle donne lavora) secondo l’Istat solo un terzo della crescita complessiva dell’occupazione ha riguardato le donne (118mila in più su 390mila). E ancora: i disoccupati, rispetto a ottobre 2020, sono 139mila in meno, ma tra questi solo 22mila sono donne.

La pandemia – si legge poi nell’ultimo Bilancio di Genere – ha costituito un banco di prova per la distribuzione fra uomini e donne delle responsabilità e del lavoro di cura domestica e familiare. E l’esito è stato: “un vero e proprio ‘fallimento redistributivo’.

E anche sulla piena ripartenza le opinioni sono concordi: passa dalla capacità di liberare le energie femminili. Il Parlamento europeo ha lanciato il programma “Un futuro ambizioso per le donne dopo il Covid 19”, con al centro temi quali telelavoro, uguaglianza di genere, stress mentale e lavori di cura non retribuiti.

A livello nazionale il #Pnrr ha posto la questione di genere come trasversale rispetto ai diversi ambiti di intervento, per produrre un “cambiamento radicale” nell’organizzazione della società. Significa superare politiche di genere frammentate e occasionali e lavorare in tutti i contesti per rimuovere gli ostacoli a una piena espressione dei diritti e delle aspirazioni delle donne.

🌈 Noi donne siamo la metà della popolazione e il riconoscimento dell’uguaglianza di genere e delle pari opportunità sono elementi strutturali per il benessere collettivo e per la costruzione di una società più inclusiva, coesa, sostenibile. E che costruisca scelte di pace, non di guerra.

Illustrazione realizzata da Eliana Albertini per Arci nazionale

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