La nuova emigrazione italiana: per scelta e non per obbligo.

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Nell’ultimo decennio, l’Italia è tornata nuovamente ad essere paese di emigrazione, dopo essere stata per lungo tempo meta di immigrazione. 

 Un fenomeno ripartito in maniera crescente, non arrestatosi neanche negli ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia, che ha portato oltre un milione di persone, in gran parte giovani, alla ricerca di migliori condizioni di lavoro e di vita all’estero. 

E che interessa anche la Toscana: il 4% dei residenti all’estero proviene dalla nostra regione (in testa Lucca, Firenze, Livorno), il 5% degli emigranti italiani nel 2020 era toscano. 

Non si tratta più solo dei cosiddetti “cervelli in fuga”, che partono con un contratto già in tasca, ma anche di persone alla ricerca di un posto di lavoro che in Italia hanno perso o non riescono a trovare. 

 Ne abbiamo parlato stamani nella sede di CgilToscana, che ha organizzato la presentazione del rapporto di FILEF: “On the road again”,  dedicato alla nuova #emigrazione italiana.  

Ringrazio Cgil Toscana per l’invito e per l’occasione di approfondimento su una tematica che intercetta molti ambiti e che deve sollecitare a livello nazionale una profonda riflessione sulla capacità di dare reali e pari opportunità a tutte e tutti, in particolare ai più giovani, nell’ambito della formazione, della qualità del lavoro, dei salari, del diritto all’abitare, della realizzazione dei loro progetti e aspirazioni. 

 È bello essere cittadini del mondo, ma solo quando non è una scelta obbligata.

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