Il lavoro non si compra più in tabaccheria: vittoria per la CGIL! Ora regole di dignità

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lavoro voucher cgilL’abolizione dei voucher è una vittoria della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro: ora servono regole dignitose.

Finisce la ‘moda’ di acquistare buoni lavoro in tabaccheria. Anche al Senato è stato approvato il provvedimento di conversione in legge del decreto n.25. “Bocciati” tre articoli del Jobs Act che avevano aperto le porte all’utilizzo, pressoché senza freni, dei ‘tagliandi’. Un far west giustamente chiuso.

Il merito è del referendum della Cgil. Per evitarlo il Governo ha preferito fare un’inversione a U. Non possiamo che essere soddisfatti, risultato raggiunto. Ma non sarebbe stato meglio coinvolgere prima il sindacato, magari nel momento in cui si stava riformando la normativa sul lavoro?

Pensiamo a tutti gli impieghi stagionali, al commercio, al turismo, al mondo della ristorazione, a quello delle badanti. Cancellati i voucher bisogna assolutamente formulare una nuova e buona proposta per tutto il settore del lavoro intermittente in concertazione con le parti sociali coinvolte, a partire dal sindacato. Il Governo non faccia lo stesso errore: serve un cambio di metodo e di merito. Non dovrà essere lo spauracchio di perdere un referendum a fare cambiare idea su una norma che esaspera i diritti dei lavoratori.

Con l’abolizione dell’articolo 18 e l’introduzione del contratto a tutele crescenti sono aumentati i licenziamenti. Nei primi 8 mesi del 2016 quelli disciplinari sono aumentati del 28% (Osservatorio sul precariato Inps). Nel mondo del lavoro è mutato il clima culturale e psicologico. Cosa aspettiamo a rimettere mano anche a queste ‘non regole’ sui diritti?

Nel Paese c’è una grande emergenza sociale legata a doppio filo alla mancanza di occupazione. Viviamo ore difficili per tante vertenze complesse. Migliaia e migliaia di dipendenti non sanno se vedranno confermate le loro legittime aspettative.

Se non rimettiamo al centro d’ogni scelta di politica economica la necessità di creare sviluppo e dunque posti di lavoro veri e tutelati, saranno improduttivi anche gli sgravi fiscali. O meglio, saranno misure utili solo a chi possiede garanzie. Per tutti gli altri un orizzonte di difficoltà e incertezze.

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