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Per metterci le mani sopra si combatte militarmente ed economicamente. La Banca Mondiale parla di 507 conflitti aperti per il controllo delle risorse idriche. 2 miliardi di persone sono senza acqua potabile sicura. Sbagliamo se pensiamo che a sopravvivere all’emergenza e a scappare dalla siccità toccherà sempre agli ultimi del mondo, a chi è nato dalla ‘parte sbagliata’. L’approvvigionamento d’acqua potabile è una questione che riguarda tutti; un diritto minacciato dai cambiamenti climatici. Le Nazioni Unite indicano che entro il 2030 il 47% della popolazione mondiale vivrà in zone ad elevato stress idrico.

Ad oggi non esistono leggi internazionali in grado di mettere a freno gli appetiti delle multinazionali e degli Stati. Ripubblicizzare e dunque universalizzare questa risorsa è l’unica via d’uscita che abbiamo per garantire a tutti l’accesso al bene e di conseguenza la pace nel mondo.

C’è un’interessante proposta di Legambiente Onlus e Altroconsumo: a fronte dell’abbondante fatturato di 10miliardi annui delle aziende imbottigliatrici di acqua, prevede di destinare 20euro ogni mille litri alle amministrazioni regionali. Che a loro volta potrebbero reinvestirli su misure a favore dell’acqua di rubinetto e per la tutela della risorsa idrica. Sarebbe un passo avanti significativo verso una concezione più giusta di un bene e un diritto di tutti.

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