Il diritto di abortire. 39 anni dopo la legge 194.

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Il diritto di abortire nelle strutture della sanità pubblica deve essere garantito. Questa non è una posizione ideologica ma una posizione in difesa della legge. La 194. Una normativa dello Stato approvata quasi 40 anni fa, sancita con un referendum. La legge contiene elementi informativi molto chiari. Non è un testo lungo, invito tutti a leggerlo. Oggi in Aula sono intervenuta per sostenere una mozione sull’applicazione nella nostra regione dell’IVG; purtroppo, infatti, ce n’è ancora bisogno.

Spetta alle istituzioni, anche regionali, garantire la piena operatività della normativa, tutelando le professionalità del personale non obiettore. Sollecitiamo la Regione a verificare che nelle Asl si organizzino controlli di garanzia del servizio di IVG, attraverso la mobilità di personale obiettore e a prevedere, nei casi di grave carenza, l’indizione di concorsi pubblici indicando come requisiti per la partecipazione la disponibilità a svolgere le specifiche funzioni in attuazione della legge.

La 194 rischia di non essere attuata. In alcune regioni il tasso dei medici obiettori supera il 90 per cento: 93,3% in Molise; 90,2 in Basilicata. In Toscana la situazione non è ai livelli di guardia, ma il tasso e comunque alto, pari al 59,5 %. I dati Ars (2015) rivelano che 7,7 donne su mille ricorrono all’IVG; un dato in calo, anche tra le donne straniere.

Intanto qualcosa si muove. Il Lazio propone di fare entrare la RU486 nei consultori pubblici. La Toscana è stata la prima regione ad aprire le porte del sistema sanitario all’interruzione farmacologica della gravidanza. Auspico che quanto prima si possa partire con la somministrazione della pillola presso la struttura multi ambulatoriale dell’Iot, a Firenze.

Non è impedendo a una donna di trovare una struttura dove si pratica l’IVG che si fanno politiche a favore della natività. Difendiamo le nascite se le tuteliamo e le rendiamo gestibili anche dopo il periodo della gravidanza. Se paragoniamo le nostre politiche a favore della maternità con quelle di un Paese come la Francia non possiamo che vergognarci di quanto poco sia stato fatto e di quanto poco si continui a fare. Invito tutti a smettere di fare finta che il problema non esista. Affrontiamolo. Abbiamo gli strumenti per farlo.

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