Fibromialgia: un percorso accompagnerà i pazienti affetti da questa malattia cronica

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“Un metodo da replicare per altre patologie che richiedono una risposta multidisciplinare e un percorso di assistenza extraospedaliera. Trasmettere al paziente senso di accompagnamento e di un percorso che funziona  è il primo passo per affrontare una malattia”.

fibromialgiaIl Consiglio regionale della Toscana ha approvato con voto unanime, nella seduta di martedì 12 febbraio, una Risoluzione dedicata al riconoscimento di un Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per la Fibromialgia (Pdta), percorso presentato dall’Organismo regionale di governo clinico. Si tratta di un atto che pone la Toscana all’avanguardia, in quanto la Fibromialgia non è ancora riconosciuta come malattia cronica. Eppure essa è caratterizzata da dolori muscolo-scheletrico cronici diffusi e colpisce prevalentemente le donne, soprattutto nell’età lavorativa.

L’atto di indirizzo nasce dunque per fornire risposte concrete a chi è affetto da questa patologia, per completare e perfezionare il percorso di presa in carico da parte del Sistema sanitario toscano.

E’ la prima volta che il Consiglio fa proprio un Pdta. “L’Atto odierno, oltre al valore specifico per i pazienti affetti di Fibromialgia, ha anche un valore di metodo. Si è reso evidente il ruolo dell’Organismo di governo clinico, quale strumento straordinario per la programmazione di interventi complessi e multidisciplinari, anche per le malattie croniche. Nel riconoscere il percorso per la Fibromialgia la Regione toscana ha infatti proceduto con metodo su base base scientifica: si parte dal lavoro dell’Organismo clinico per poi definire la presa in carico complessiva del paziente”.   fibromialgia

Si tratta insomma di un metodo che può essere esteso ad altre patologie, soprattutto croniche. “Perché non è al cittadino che spetta l’onere di individuare i vari servizi in relazione alla propria patologia, ma sono i servizi che si devono organizzare intorno al cittadino, proponendo un percorso già delineato di presa in carico una volta al di fuori delle struttuere ospedaliere. Solo così diamo al paziente la sensazione di non essere abbandonato, perché gli facciamo sentire che intorno a lui c’è un sistema che funziona e che lo accompagna. Sapere che accanto a noi c’è qualcuno che ci aiuta è il primo passo per affrontare una malattia”.

 

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