Sanità toscana, delibera Usl Toscana Centro: “Scelta difficile da comprendere. Sistema sanitario pubblico si rafforza investendoci non rivolgendosi al privato”

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Il servizio sanitario pubblico deve essere rafforzato, soprattutto nelle sue criticità come lo sono sicuramente le liste d’attesa. Questo è ciò che con la riforma del sistema regionale del 2015, ancora in via di attuazione, abbiamo previsto mettendo al centro la riorganizzazione dei servizi territoriali. La scelta della Usl Toscana Centro di mettere a bando con una delibera aziendale 2,8 milioni di euro di servizi, equivalenti a circa 72mila controlli specialistici e visite, va evidentemente nella direzione opposta a quello che è un diritto dei cittadini che vogliamo difendere: una sanità pubblica, accessibile e universale.

Dunque una decisione difficile da comprendere sulla quale condivido le preoccupazioni del sindacato e delle organizzazioni dei medici, che auspico possa essere rivista e che, se così non fosse, chiedo se potrà creare un precedente per le altre aziende sanitarie regionali. In tal caso, andremmo verso un forte indebolimento del sistema sanitario pubblico, verso una rinuncia a una programmazione complessiva, tanto più se questo si associa al blocco del turnover. Inoltre, sarebbe utile sapere se prima di prendere questa misura è stato valutato se tutte le potenzialità delle strutture pubbliche sono utilizzate e su cosa è possibile agire per incrementarle, naturalmente nel rispetto dei contratti di lavoro e della normativa europea, e chi garantirebbe la qualità delle prestazioni erogate dal privato. Serve tornare a investire sulla sanità pubblica con un piano di assunzioni di nuovi medici e di ammodernamento delle strutture e delle tecnologie sanitarie. Il sistema sanitario pubblico non può venire meno alla capacità di rispondere adeguatamente ai bisogni socio sanitari dei cittadini. Per farlo, però, serve prima di tutto la volontà politica e dirigenziale di andare in questa direzione, consolidando il pubblico e non rivolgendosi al privato, specialmente al di fuori di una programmazione complessiva pubblica.

 

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