Il termovalorizzatore di Selvapiana… non s’ha da fare.

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“Con riferimento al sistema impiantistico di trattamento dei rifiuti urbani, si rende necessario prevedere l’eliminazione dell’impianto di trattamento termico di Selvapiana e del suo ampliamento”. Con queste parole, il Documento di modifica del Piano Regionale di gestione dei rifiuti, sancisce la fine dell’inceneritore di Selvapiana.

Adesso il documento dovrà essere approvato in Consiglio regionale, e si chiuderà positivamente una vicenda che ha visto negli ultimi due anni cittadini e amministratori del territorio chiedere compatti alla Regione Toscana di rivedere il piano nell’ottica di un superamento dell’impianto.

Alla Regione il merito di aver aperto alle richieste dei Sindaci con il protocollo d’intesa dell’anno scorso, nel quale si era impegnata a valutare la reale necessità dell’impianto e la sua cancellazione dal piano dei rifiuti, allo scopo di razionalizzare la dotazione di impianti e di garantire l’autosufficienza regionale.

Oggi, alla luce delle attuali esigenze, l’inceneritore non è più necessario perché sono venute meno le condizioni, ovvero non ci sono più così tanti rifiuti tali da giustificare l’investimento.

L’obiettivo è raggiunto, quindi, grazie all’impegno dei Sindaci del territorio che hanno lavorato compatti. Ma anche e soprattutto grazie al fatto che in Toscana in quattro anni la produzione di rifiuti è diminuita del 10%, mentre la raccolta differenziata è cresciuta del 7% a livello regionale e del 14% nell’ATO Toscana Centro.

Ed è su questi due punti fondamentali: riduzione al minimo dei rifiuti da bruciare nei termovalorizzatori o da destinare alle discariche, e massimo livello di differenziata e di riciclaggio, che dobbiamo costruire il modello di gestione dei rifiuti del prossimo futuro, un modello virtuoso, sostenibile e anche più economico.

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