Giornata della Memoria. Guardare l’ingiustizia per riconoscere il giusto

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Stamani anche il Consiglio regionale ha celebrato la Giornata della Memoria, con una seduta speciale nella quale sono intervenuti anche il presidente della comunità ebraica fiorentina Dario Bedarida e il presidente dell Istituto Storico della Resistenza in Toscana Simone Neri Serneri.

Dalla nostra regione partirono circa 700 ebrei toscani e quasi 1000 deportati politici sui convogli diretti nei campi di concentramento e sterminio nazisti. E solo un pugno di loro ne è sopravvissuto.

Qualche giorno fa è partito, dallo stesso binario e per lo stesso tragitto, un treno carico di ragazzi e ragazze toscani, diretti a Auschwitz per farne ritorno più maturi e consapevoli.

A loro viene affidata la memoria, perché possano farne uso nel presente e portarla nel futuro. Consapevoli che la Storia ha tante pagine nere, ma che ce n’è una che è unica nel suo riassumere in sé tutto il nero della Storia. La costruzione di un sistema fondato sulla negazione dell’uomo da parte dell’uomo. La guerra e la negazione dell’umanità che arrivano fino all’orrore dei lager e dei forni crematori.

Ma la memoria non serve solo a ricordare, serve anche a non voltare lo sguardo, a guardare l’ingiustizia per riconoscere il giusto. A comprendere come le pagine nere della Storia, anche se non si ripeteranno uguali a sé stesse, hanno bisogno di anticorpi forti per non tornare mai più, neppure sotto vesti diverse.

Perché anche oggi, di fronte ai muri, ai fili spinati, alla guerra, alle violenze, ai diritti negati, a chi dice prima noi e poi tutti gli altri, di fronte a un Mar Mediterraneo che, come ha detto Ugo Caffaz, l’ideatore del Treno della Memoria: “è ormai una grande fossa comune, non possiamo vivere nelle nostre tiepide case facendo finta di nulla”.

Serve la forza della memoria per farlo e portare nel mare della Storia, ognuno per quello che possiamo, la nostra goccia di umanità.

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