Legge 194: “Miglior modo per ridurre l’aborto è farla funzionare”

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Garantire la contraccezione gratuita, in consultori che coprano consulenza, prescrizione e somministrazione. E’ uno degli obiettivi principali elaborati dal tavolo in Consiglio regionale della Toscana per la piena attuazione della legge 194 del 1978, e contenuti in un documento di sintesi indirizzato alla Giunta. Gli altri punti principali prevedono: favorire l’informazione sull’accesso e le modalità di svolgimento dell’interruzione volontaria di gravidanza; garantire setting adeguati di accoglienza, come l’identificazione delle donne in spazi protetti in caso di permanenza nella struttura; assicurare la privacy per tutto il percorso; garantire la possibilità di scelta tra aborto farmacologico (Ru486) e chirurgico in tutte le strutture; organizzare la possibilità di aborto farmacologico in ambulatori o consultori in alternativa all’ospedale.

Le proposte scaturite dal “tavolo regionale sull’applicazione della 194” sono state illustrate questa mattina in conferenza stampa presso la saletta Montanelli del Consiglio regionale della Toscana. Sono intervenuti Serena Spinelli (Mdp), Paolo Sarti (Sì Toscana a Sinistra)Alessandra Nardini (Pd). Presenti alla conferenza stampa anche Donella Verdi e Marcella Bresci, del Coordinamento 194.

Dobbiamo assicurare alle donne, anche contro il vento contrario che sta soffiando in tutto il Paese, pieno rispetto e attuazione della legge 194. Se ci sono criticità, sono tutte esterne a queste norme, che restano validissime a distanza di 40 anni. Abbiamo svolto un lavoro importante, che rappresenta solo un punto di inizio per migliorare e rafforzare l’applicazione della legge in Toscana. I recenti dati dell’Ars dimostrano che nonostante  il tasso dei medici obiettori  nella nostra regione, pari al 59,2 %, sia più basso rispetto a quello nazionale 70,9%, siamo comunque di fronte a una tendenza molto diffusa, tesa a non garantire in maniera omogenea l’accesso all’Ivg, sia nella forma chirurgica che in quella farmacologica.

 

La Ru486 viene impiegata nel 25-30% dei casi, rispetto al 15,77 della media nazionale, ma pur sempre un tasso insufficiente: chiediamo che questa metodologia sia resa disponibile in tutto il territorio toscano individuando strutture idonee, come peraltro prevede la legge; questo permetterebbe di  aprire la strada verso una vera e propria de-ospedalizzazione della procedura. Serve, inoltre, una maggiore reperibilità delle informazioni per l’accesso al percorso, inserendo sezioni apposite all’interno dei siti delle Asl. Chiediamo gratuità, rivolta a tutti e senza parametri Isee, della contraccezione, anche dei contraccettivi che non sono long-acting e che richiedono una acquisizione mensile,  come  pillola, cerotto, anello vaginale, preservativi, da organizzare anche in collaborazione con le farmacie. Il miglior modo per ridurre l’aborto è  far funzionare pienamente la 194; una legge quotidianamente sotto attacco – concludono Spinelli, Sarti e Nardini – La Toscana ha fatto per prima alcune scelte importanti, come l’introduzione della RU486 nelle strutture pubbliche. Ma oggi più che mai, di fronte al rischio smantellamento che questa legge vive, è tempo di rendere capillari queste scelte, rafforzandole, tutelando la salute delle donne e la loro libertà di scegliere che deve essere prima di tutto garantita dal sistema sanitario pubblico”.

Al Tavolo regionale, istituito dall’Assessorato al diritto alla salute della Regione Toscana già nella scorsa legislatura, hanno partecipato il Coordinamento 194, e Consiglieri regionali, rappresentanti della Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale in rappresentanza della Giunta regionale, rappresentanti delle tre Aziende sanitarie di Area Vasta, Centro, Nord Ovest e Sud Est, e dell’Agenzia Regionale di Sanità.

Dal confronto di questi mesi sono emerse una serie di proposte rivolte alla Giunta regionale, sottoscritte in un documento dai componenti del tavolo, insieme ai consiglieri: Paolo Sarti, Serena Spinelli, Alessandra Nardini, Monia Monni, Elisabetta Meucci, Monica Pecori, Valentina Vadi e Fiammetta Capirossi (Sì Toscana a Sinistra, Articolo Uno Mdp e Pd).

L’obiettivo del documento è quello di migliorare e garantire l’applicazione della 194, in particolare favorendo l’interruzione farmacologica in tutto il territorio regionale, con standard omogenei e avviare un percorso per contraccezione gratuita.

Clicca qui per leggere il documento del Tavolo regionale per l’applicazione della L.194/78

 

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