Non ci fermiamo al 1° luglio, andiamo avanti. Anzi a sinistra!

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serena spinelli articolo uno mdpHo guardato all’iniziativa del 1° luglio come a un trampolino da cui darsi lo slancio per costruire il tempo che ne sarebbe seguito. Così è stato.

La piazza di sabato a Roma è un ulteriore mattone di un progetto ambizioso, attorno al quale Articolo UNO – MDP e Campo Progressista hanno chiesto di riunirsi e partecipare: costruire una nuova sinistra salda nei suoi valori e ideali, aperta e moderna nel saper leggere i cambiamenti del mondo.

C’è chi dalla piazza di sabato è tornato a casa entusiasta, chi si aspettava qualcosa di più. Ma questo è normale, se non vogliamo scadere nell’autoreferenzialità. Posso dire questo: con tante compagne e compagni ci siamo salutati lasciando trapelare un sottofondo di speranza. Ognuno a proprio modo coltiva aspettative, sulle quali, però, primeggia un bisogno: realizzare una forza popolare che difenda i nuovi poveri, i precari, i disoccupati, gli sfruttati. Che difenda i tanti che non ce la fanno, che sono rimasti indietro, e non trovano risposta e giustizia nell’attuale sistema. Una forza che riaccenda la luce e ridia voce a quelle fasce della società che sono per troppo tempo rimaste al buio, inascoltate e invisibili. Che sappia ridare rappresentanza agli esclusi e proporre soluzioni reali per migliorare la condizione di tutti. Che una volta per tutte affermi che non si costruiscono opportunità riducendo i diritti, ma al contrario ampliandoli.

Articolo UNO, Campo Progressista, i Verdi, associazioni ed esperienze civiche hanno reso possibile la piazza di sabato gettando le basi per uno spazio a sinistra, che deve rimanere aperto e allo stesso tempo avere idee precise sulle priorità. Non sarà la ricerca ossessiva di nomi a permetterci di costruire la nostra identità e di crescere e radicarci nella società e nei territori, ma la definizione di un programma chiaro per il futuro del Paese. Sono sufficienti anche pochi punti, su lavoro, sanità pubblica, istruzione, ambiente, diritti. E su questi costruire una proposta aperta all’incontro con tutte le forze politiche, le associazioni e il mondo civico della sinistra.

La presenza sul palco del sindacalista dei lavoratori di Amazon è una chiave d’accesso a un mondo che chiede di essere rappresentato e difeso, e che non possiamo deludere. Non trovo affatto scontato che quel giovane lavoratore precario abbia accolto l’invito a salire sul nostro palco per lanciare un appello e raccontare una condizione economica, di lavoro e di vita sempre appesa a un filo. Sarà compito di ognuno di noi dare alla nostra azione politica e al nostro impegno quotidiano il volto di quel ragazzo che chiede un futuro migliore. Sabato non abbiamo solo chiamato a raccolta una piazza bellissima ma abbiamo acceso un motore. Ora facciamo il pieno di carburante.

Mi sento, allora, di chiedere a chi, come Giuliano Pisapia, invoca lo stare “insieme” come unica strada per rendere possibili i bisogni di tanti, ancora più forza e determinazione; nelle prossime settimane continuiamo a invocarla questa unità, non fermiamoci al 1° luglio, andiamo avanti, continuiamo ad allargare il campo: serve ogni sforzo per includere anche le forze di sinistra che sabato non sono venute in piazza.

Archiviamo la stagione degli inviti e apriamo quella della partecipazione basata sulla condivisione di un programma. È quello che ci chiede la nostra comunità in tutti i territori che mi è capitato di girare in questi mesi. Dunque, diamoci da fare. E con lo slancio di quella piazza acceleriamo in un percorso che possa accomunarci e connotarci sui contenuti e le proposte, più che sulle formule politiche e le ipotetiche alleanze con il partito di Governo, che non entusiasmano nessuno.

Anche diversi esponenti dell’area orlandiana del PD sono venuti in piazza. Alcuni facendo spola con Milano dove Renzi aveva convocato l’assemblea dei circoli, durante la quale non ha mancato di dire che non esiste centrosinistra senza il Pd e di ribadirne la linea autarchica rispetto a tutto quello che si muove alla propria sinistra. Articolo Uno e Campo Progressista si erano invece dati appuntamento per un progetto unitario di sinistra. Non mi pare difficile cogliere le differenze profonde tra le due iniziative. Quella non era una piazza convocata per preparare un percorso programmatico con il Pd, ma per dire una volta per tutte che le forze di sinistra intendono dare vita a una piattaforma unitaria.

Rispetto al Pd non possiamo fare altro che rispettarne la linea e il risultato congressuale del suo segretario che ha vinto con quasi il 70 per cento dei voti. Noi vogliamo una netta discontinuità con chi continua a predicare le mirabolanti imprese del Governo dei ‘1000 giorni’: il Jobs Act, la cancellazione dell’articolo 18, non sarebbero stati giusti neanche se avessero funzionato.

Tra noi che crediamo che di fronte all’esplosione delle disuguaglianze servano politiche sociali radicali e chiaramente rivolte a una modello socioeconomico diverso, e chi continua a dire che le politiche per il lavoro si fanno con i bonus e con la flessibilità piuttosto che con gli investimenti, la ricerca, la formazione. Un modello che muove anche dall’analisi critica di quelle che in passato sono state le esperienze e le politiche del cosiddetto ‘centrosinistra’. Mi pare quindi illusorio, se non pretestuoso, il tentativo di alcuni esponenti del Pd di accreditare la piazza di Roma come una folla pronta ad un’alleanza col Pd. Anche per loro è giunto il momento delle scelte.

Per noi è tempo di continuare a costruire ponti con la società, con tutte quelle realtà che “sono sinistra” nel loro agire quotidiano, e di lasciarci contaminare dai giovani e da tutte quelle parti della società che reclamano una nuova rappresentanza politica e culturale. Con grande piacere la settimana scorsa ho appreso la notizia di quei trecento giovani calabresi che hanno aderito ad Articolo Uno – Mdp e di quei cinquecento under-30 che hanno sottoscritto un documento politico, nel quale hanno indicato le loro richieste e le speranze che ripongono nel nostro movimento.

Sono numeri che più di ogni altra piazza danno fiducia e forza per proseguire, mettendo avanti energie e idee nuove e camminando al fianco di solidi valori. Se la piazza di sabato ha aperto una breccia nella società, se ha riscaldato i cuori di tanti militanti che avevano smesso di credere e partecipare attivamente alla vita politica, se ha incuriosito chi si era messo in viaggio per il concerto di Vasco, se servirà da slancio verso idee e politiche nuove, allora avremo colpito il bersaglio al centro. Anzi a sinistra!

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