Gioco d’azzardo: vincere non è facile. No alla pubblicità

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Stamani il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione che abbiamo presentato con la collega Alessandra Nardini e che impegna la Regione ad attivarsi per l’introduzione a livello nazionale del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, dell’obbligo di attivazione delle slot tramite tessera sanitaria e di linee guida nazionali che rendano omogenei gli interventi regionali a contrasto del gioco d’azzardo patologico.

Nel 2015 in Italia sono stati spesi 87,4 miliardi in gioco d’azzardo, dei quali in base al sistema di tassazione previsto solo 8 sono entrati nelle casse dello Stato.

Un numero enorme che è cresciuto insieme al moltiplicarsi delle possibilità e delle modalità con cui si può giocare, dalle slot ai gratta e vinci, dal superenalotto alle scommesse, che hanno trasformato il nostro Paese in un grande casinò a cielo aperto. 
Questo è avvenuto per anni, con governi di qualsiasi “colore”.

Recentemente invece sono stati assegnate alle Regioni risorse da impiegare sul fronte del gioco d’azzardo patologico: 50 milioni complessivi dei quali 6,4 per la Toscana. E anche il voto unanime del Consiglio sulla nostra mozione è un segnale che oggi esiste un atteggiamento diverso nei confronti del gioco d’azzardo. 
A partire dal fatto che non si tratta per niente di un gioco, ma di un comportamento a rischio, alla base di una malattia.

E penso che con 20mila soggetti coinvolti in Toscana e 1400 persone in cura presso i servizi regionali per le dipendenze, ci si debba render conto che a fronte di ciò che lo Stato incassa ci sono enormi costi sociali. E un sistema sociosanitario che deve sostenere la cura, il recupero e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico.

Pubblicizzare l’azzardo rischia di depotenziare le azioni che vedono impegnata la Regione, insieme a tante associazioni e amministratori locali. Ed è sbagliato, soprattutto utilizzando modelli vincenti e veicolando il messaggio ingannevole e pericoloso racchiuso in un “ti piace vincere facile”. 
Vincere infatti è difficilissimo, mentre è molto più facile sviluppare una dipendenza e rischiare di rovinarsi.

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